Capo d’Orlando – Il gruppo CAMBIAMO CAPO ha depositato un’interrogazione sulla presunta illegittimità dei parcheggi blu a pagamento nei mesi estivi sul lungomare San Gregorio sostenendo il rischio di ricorsi sia da parte di chi ha subito multe e sia da parte di chi chiederà il rimborso per i ticket pagati. Il capogruppo Mangano dichiara “Sulle concessioni demaniali e sui canoni dovuti agli Enti proprietari, l’Amministrazione sostiene che sia tutto in regola. Ma le ammissioni del Sindaco del 5 agosto dicono l’esatto contrario: si stanno “rifacendo i conti” per 4 anni di arretrati mai accantonati! I nodi al pettine: Chi gestisce parcheggi a pagamento a scopo di lucro deve versare per legge il 100% del canone ordinario, non tariffe ridotte. Aver omesso questi debiti nei bilanci approvati a luglio rende i conti palesemente inveritieri. Per questo abbiamo sollecitato un intervento urgente del Collegio dei Revisori dei Conti e della Segretaria Generale: prima che il Questionario venga inviato alla Sezione di Controllo della Corte dei Conti per la Sicilia, i conti dell’Ente vanno riallineati alla realtà. La verità finanziaria è la prima garanzia per il futuro del nostro Paese”. Di seguito il comunicato stampa integrale:
Le dichiarazioni rese dal Sindaco Ingrillì alla Gazzetta del Sud lo scorso 5 agosto non rassicurano affatto la cittadinanza, ma al contrario smentiscono le sue stesse affermazioni e confermano punto per punto la gravità delle denunce sollevate dal Gruppo “CambiAmo Capo” nell’ambito della costante iniziativa di garanzia e trasparenza denominata “Operazione Verità”. Sostenere pubblicamente che non vi sia “nessuna irregolarità” sbatte violentemente contro la realtà degli atti amministrativi e delle risultanze ufficiali.
Relativamente al Lungomare Ligabue (area demaniale), lo stesso Primo Cittadino ha dovuto ammettere l’assenza della concessione demaniale perfezionata e la necessità di ricalcolare ben 4 anni di arretrati relativi ai canoni mai accantonati. Si tratta di un “vizio d’origine” risalente al 2008 (Deliberazione di Giunta Municipale n.186/2008), anno in cui si è cristallizzata un’errata e fuorviante qualificazione giuridico-amministrativa delle aree. Tale impostazione viziata ha tratto strutturalmente in errore tutti i dirigenti ed i responsabili di settore succedutisi negli ultimi quindici anni, i quali hanno continuato a predisporre gare, proroghe ed atti sanzionatori sul presupposto – rivelatosi del tutto infondato – che l’Ente disponesse di idonei titoli concessori. Ancora più grave e sconcertante appare la situazione della Litoranea San Gregorio (S.P. 147): la Nota ufficiale prot. n. 9215/2024 della Città Metropolitana di Messina attesta che agli atti dell’Ente proprietario NON risulta rilasciata alcuna autorizzazione per la realizzazione ed esercizio delle “strisce blu”, considerate dall’Ente provinciale come pura e semplice ipotesi futura. Non solo: il sopralluogo dei tecnici metropolitani ha accertato che in diversi tratti della S.P. 147 la carreggiata – detratto lo spazio occupato dai parcheggi a pagamento – non rispetta le larghezze minime di legge (5,60 metri ex art. 42 D.P.R. 495/1992) necessarie a garantire il doppio senso di marcia in sicurezza. Strisce blu fuorilegge, insicure ed assolutamente prive di titolo autorizzatorio.
Questa grave situazione determina un risvolto dirompente per i cittadini ed i visitatori: l’attività accertativa e sanzionatoria svolta dalla società concessionaria a mezzo degli ausiliari del traffico poggia sul nulla giuridico. I verbali di contestazione elevati su tratte prive di autorizzazione e non a norma con il Codice della Strada sono inficiati da nullità radicale. Gli automobilisti hanno il pieno diritto di impugnare le sanzioni dinanzi al Giudice di Pace o al Prefetto, esponendo il Comune a una devastante soccombenza seriale con condanna alle spese. Inoltre, chiunque abbia pagato il ticket negli ultimi quattro anni potrebbe agire in giudizio per chiedere la restituzione delle somme per indebito oggettivo ai sensi dell’art. 2033 del Codice Civile. Sul piano economico-finanziario, la gestione della sosta a pagamento a scopo di lucro impone per legge la corresponsione del 100% del canone ordinario e non di tariffe ridotte o ricognitorie (10%). L’omessa iscrizione di tali ingenti debiti arretrati rende il Rendiconto 2025 ed il Previsionale 2026/2028, approvati lo scorso 21 luglio, palesemente inveritieri e privi dei requisiti di prudenza, aggravati ulteriormente dallo squilibrio del Project Financing del Porto Turistico (Determinazione Dirigenziale. n. 1117/2026). Per tali ragioni, i Consiglieri Mangano, Gazia, Liotta e Truglio hanno depositato una circostanziata Interrogazione ex art. 43 TUEL, notificata anche al Prefetto di Messina, ed una formale Istanza di Assistenza Tecnico-Giuridica rivolta alla Segretaria Generale quale garante della legalità. Il Collegio dei Revisori dei Conti è stato formalmente sollecitato ad un urgente riesame straordinario degli atti di bilancio per aggiornare il proprio parere – reso prima che emergessero tali criticità – e per inserire le rilevanti passività omesse nel Questionario obbligatorio ex L. 266/2005 da inviare alla Sezione di Controllo della Corte dei Conti per la Sicilia entro il tassativo termine del 20 agosto. L’Amministrazione Ingrillì sospenda immediatamente la sosta a pagamento illegittima sulla S.P. 147 per garantire l’incolumità pubblica e fermi subito una gestione “allegra” anche sul Lungomare Ligabue, che rischia di travolgere definitivamente le casse ed i conti dell’Ente.
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