Mer. Ott 14th, 2026

IMPRENDITORI – Agorà Sud, Mammana: «Lo Stato non deve regalare qualcosa, deve creare le condizioni perché chi investe possa costruire opportunità» – Michelangelo Mammana sarà tra i testimonial di Agorà Sud a Capo d’Orlando.

La sua storia imprenditoriale, iniziata trent’anni fa a Castel di Lucio, diventa una testimonianza concreta del “diritto a restare”: credere nel territorio senza chiudersi nei suoi confini, utilizzare gli strumenti pubblici per innovare e trasformare le agevolazioni in investimenti, occupazione e crescita.

C’è un modo diverso di declinare il “diritto a restare”. Non quello di chi aspetta che qualcosa arrivi, ma quello di chi decide di partire da ciò che ha, investire, formarsi, utilizzare gli strumenti disponibili e provare a costruire.

È questa la prospettiva che Michelangelo Mammana, imprenditore siciliano e testimonial di Agorà Sud – Il luogo del dialogo del Mezzogiorno, porterà nel confronto di Capo d’Orlando dedicato a “Il diritto a restare in un territorio che cresce”.

Una testimonianza aziendale che coincide con un anniversario importante. Il Gruppo Mammana ha appena compiuto trent’anni. Era il 1996 quando nasceva l’impresa individuale di Michelangelo Mammana. Oggi quella realtà è diventata Mammana Michelangelo S.p.A., che, attraverso la creazione di una serie di società controllate, è riuscita a coniugare diverse attività: dall’edilizia pubblica e privata, alle opere di ingegneria civile e industriale, ma anche l’industria estrattiva, la lavorazione delle carni e dei prodotti caseari. Tutto ciò tenendo a mento un unico e grande filo conduttore, “il territorio, l’occupazione e lo sviluppo”.

Come evidenzia lo stesso titolare, Michelangelo Mammama, in una recente intervista: «Trent’anni sono certamente un traguardo, ma preferisco considerarli un nuovo punto di partenza dal quale guardare avanti. Siamo partiti da Castel di Lucio e siamo cresciuti senza perdere il rapporto con il territorio. Dietro ogni passaggio ci sono lavoro, sacrifici, collaboratori, formazione e soprattutto la volontà di continuare a migliorarsi».

Il tema di Agorà Sud sembra scritto anche dentro questa esperienza: “Restare significa poter scegliere “

«Per me il diritto a restare significa avere la possibilità di scegliere la propria terra senza essere penalizzati per questa scelta. Ma dobbiamo essere chiari: non possiamo pensare che qualcuno costruisca il nostro futuro al posto nostro. Il primo passo dobbiamo farlo noi».

Una posizione che Mammana lega anche al rapporto tra impresa e istituzioni, superando la vecchia rappresentazione di un Mezzogiorno che attende l’intervento pubblico.

«Io posso dire che lo Stato, soprattutto dal 2020 ad oggi, ci ha dato strumenti che ci hanno permesso di crescere. Penso al credito d’imposta, a Industria 4.0 e alle diverse agevolazioni per gli investimenti. Non parlo di finanziamenti intesi come qualcosa che viene regalato. Parlo di opportunità che esistono e che un’impresa deve essere capace di conoscere e utilizzare».

La differenza, dunque, sta proprio nel modo in cui si interpreta l’intervento pubblico. È già questo è un bel punto di partenza.

«Lo Stato deve creare le condizioni. Poi sta all’imprenditore crederci, rischiare, investire. Un’agevolazione ha senso se diventa un nuovo macchinario, innovazione, maggiore capacità produttiva, nuove competenze e, possibilmente, nuovo lavoro. Non bisogna aspettare che lo Stato regali qualcosa: bisogna utilizzare ciò che mette a disposizione per diventare più forti e competitivi».

Nel percorso del Gruppo Mammana c’è anche un altro imperativo “Formazione e innovazione prima ancora dei cantieri “. E infatti nel presente dell’azienda un ruolo determinante è stato affidato proprio alla modernizzazione. Macchinari e strumentazioni avanzate, gestione delle commesse, aggiornamento tecnico, qualificazione dei materiali, energie rinnovabili e fotovoltaico hanno progressivamente modificato l’organizzazione aziendale.

«L’edilizia di oggi non è quella di trent’anni fa. Tecnologia, sicurezza, sostenibilità e organizzazione impongono competenze sempre nuove. Per questo abbiamo sempre creduto nella formazione. Puoi acquistare il macchinario migliore, ma se non hai persone preparate che sappiano utilizzarlo e inserirlo in un processo produttivo moderno, quell’investimento perde gran parte del suo valore».

Da qui anche l’attenzione alle risorse umane, alla valorizzazione delle diversità e ai principi di Diversity & Inclusion.

«Un’azienda è fatta innanzitutto dalle persone. La crescita non può essere soltanto economica: significa dare responsabilità, valorizzare capacità differenti e creare le condizioni perché ciascuno possa esprimere professionalità e competenze».

Partire dalla Sicilia senza fermarsi alla Sicilia

C’è poi un passaggio che Mammana considera essenziale. “Restare” non significa circoscrivere l’attività entro i confini dell’Isola.

«Essere un’impresa siciliana non vuol dire dover lavorare esclusivamente in Sicilia. Se vuoi crescere devi avere la capacità di andare oltre il tuo territorio e, possibilmente, oltre i confini regionali».

È quello che il gruppo sta facendo soprattutto nel settore delle energie rinnovabili.

«Oggi abbiamo lavori in Basilicata, Calabria ed Emilia-Romagna. Continuiamo ad avere le nostre radici qui, ma siamo riusciti a portare l’impresa fuori dalla Sicilia. Questo, secondo me, dimostra una cosa importante: non è vero che in Sicilia non si possa fare impresa. Si può fare impresa qui come a Milano, Roma o Torino, a condizione di investire, organizzarsi, innovare ed essere competitivi».

È forse proprio qui che la testimonianza dell’imprenditore incontra maggiormente il senso di Agorà Sud. La “restanza” non come difesa di ciò che esiste, ma come capacità di partire dalle proprie radici per conquistare nuovi mercati.

«Non dobbiamo convincere un giovane a restare dicendogli semplicemente che questa è la sua terra. Dobbiamo costruire condizioni per le quali abbia interesse a farlo. E questo riguarda le istituzioni, ma riguarda anche noi imprenditori».

Poi il concetto che Mammana vuole lasciare al confronto di Capo d’Orlando:

«Dobbiamo essere noi a fare il primo passo. Lo Stato può e deve creare opportunità, e negli ultimi anni molti strumenti ci sono stati. Sta a noi saperli utilizzare, trasformarli in investimenti e aprire nuovi orizzonti. La Sicilia non deve diventare il confine della nostra impresa: può essere la base dalla quale partire. Noi rappresentiamo la testimonianza di un legame indissolubile con il territorio siciliano, dal quale, attraverso la visione e l’intuizione di chi la governa, abbiamo saputo trasformare un’impronta artigianale in una realtà leader nel settore delle infrastrutture, nonché un vero e proprio punto di riferimento di investitori nazionali ed europei nel campo della realizzazione di impianti di fonti rinnovabili. È questa, credo, la dimostrazione che dal Sud si può crescere senza essere costretti ad abbandonarlo».


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