Capo d’Orlando – Abbiamo cercato di ricordare, anche ricorrendo alla memoria storica di concittadini più avanti in età, se a Capo d’Orlando si fosse mai verificato che un Presidente del Consiglio comunale si rifiutasse di dare la parola ad un consigliere che vuole replicare al sindaco. Tanti i cittadini increduli nel costatare quanto accaduto nella seduta consiliare del 24 giugno durante la trattazione di uno dei punti più importanti e d’interesse pubblico degli ultimi 30 di vita politica di Capo d’Orlando. Ci siamo anche chiesti perchè non consentire il diritto di replica ad un consigliere comunale che vuole ribattere alle ingenerose accuse del sindaco nei confronti del precedente Collegio dei Revisori, quale responsabile, secondo il primo cittadino, di promuovere il Default? A tanti non è passato inosservato il piglio con cui il presidente del consiglio, per ben due volte, ha insistito sul dare la negativa al capogruppo Mangano. Scrivono in una nota i 5 consiglieri comunali di opposizione a riguardo che il loro capogruppo è “reo di voler correggere la rappresentazione errata fatta dal sindaco sull’attività dei Revisori del triennio precedente, in palese violazione sia del regolamento comunale che di quanto deciso in conferenza dei capigruppo, e cioè di derogare sul numero e sulla durata degli interventi. Quindi scontata l’azione plateale di Mangano di abbandonare l’Aula, dopo aver fatto verbalizzare il proprio disappunto per lo sgarbo istituzionale nonché la profonda delusione per la scorretta conduzione dei lavori d’aula, permettendo al sindaco di intervenire due volte e solo una volta al capogruppo di opposizione”. Oggi, che anche la Corte dei Conti con la deliberazione 96/2022 dà merito all’attività ispettiva “Operazione Verità” del gruppo consiliare “CambiAmo Capo”, il gesto di chi dovrebbe essere il garante del consiglio comunale, assume un significato grave. Perchè impedire la replica? Si pensa veramente di mettere un bavaglio ad una verità ormai sotto gli occhi di tutti, anche dei magistrati contabili? Di solito tappare la bocca non fa che amplificare gli argomenti del contraddittorio.

“Se il Capogruppo Mangano – si legge nella nota dei 5 – avesse potuto replicare avrebbe innanzitutto precisato che, contrariamente a quanto affermato dal sindaco, il precedente Organo di Controllo non aveva mai promosso il Default ma aveva già sollecitato il Piano di Riequilibrio, con la relazione al Rendiconto 2018, pur consapevole della gravissima situazione economica finanziaria del Comune di Capo d’Orlando. Inoltre, i Revisori avevano redarguito l’ufficio economico finanziario per non aver riscontrato la loro richiesta di predisporre un’ipotesi di riequilibrio tra Entrate e Uscite per poter relazionare al consiglio comunale. In ultimo, in merito al recupero dei crediti, il Collegio dei Revisori dei Conti non aveva manifestato nessuna contrarietà, anzi auspicava un realistico piano rateale che andasse oltre i 48 mesi per scongiurare il Default delle imprese paladine che rappresentano l’80% del credito del comune di Capo d’Orlando. Infine, il Capogruppo di “CambiAmo Capo” ha preannunciato che nei prossimi giorni presenterà una richiesta di autoconvocazione del consiglio comunale nel rispetto delle disposizioni statutarie e regolamentari, dopo aver ricordato all’Assessore al Bilancio, che in occasione dell’esame del Rendiconto 2019, i consiglieri di opposizione aveva chiesto il ritiro della proposta perchè “infedele e inveritiera” per il mancato rispetto dei principi contabili e in particolare di “Veridicità e Attendibilità “, come certificato dalla Corte dei Conti con la  deliberazione 96/2022”.


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