NE RAGIONANO I COMUNISTI NEBROIDEI DEL CIRCOLO “FRANCESCO LO SARDO” DEL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA.

Comunicato stampa

“La notizia della prossima revoca di Domenico Barbuzza dall’incarico di presidente dell’Ente Parco dei Nebrodi ci appassiona poco in sé, dato che riguarda una ricalibratura, un piccolo redde rationem, tutto interno agli equilibri di potere dell’attuale, destrorsa maggioranza di governo regionale.”

Questo preannuncio, nondimeno, offre l’occasione a noi tutti, donne e uomini dei Nebrodi, per ragionare su quale sia e più ancora su quale dovrebbe essere il ruolo istituzionale, fattivo del Parco dei Nebrodi.

Per noi del Circolo Territoriale “Francesco Lo Sardo” del PRC- SE sono due i compiti irrinunciabili e imprescindibili che il Parco dovrebbe porre, sempre e comunque, come suo scopo.

Il primo è quello di rappresentare, sempre più e al meglio, un attivo presidio di legalità, specie adesso che le cosiddette “agromafie” mostrano tutta la loro deleteria capacità di penetrazione nei tessuti economici, burocratici e professionali comprensoriali e isolani.

A questo si aggiunge poi un altro mandato che il Parco dei Nebrodi può e dovrebbe assolvere ovvero quello di avvicinare chi vive nel Parco a sé, alle sue funzioni cosa che può essere fatta solo se i nebroidei vengono coinvolti in modo ampio, consapevole e pubblico sia nella gestione delle risorse e delle scelte territoriali sia per quello che riguarda le reali e possibili occasioni di sviluppo.

Comunque si risolva la vicenda legata alla presidenza Barbuzza serve però un’accelerazione in favore di ambedue queste necessarie priorità.

Un intervento che resista alle mutevoli declinazioni di uno Spoil System cencelliano e che trasformi queste due finalità in priorità che prescindano dalla nomina di un presidente piuttosto che un altro.

È chiedere troppo?

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