CAPO D’ORLANDO – Sempre più teso il clima a Palazzo Europa. Il gruppo consiliare di opposizione “CambiAmo Capo” ha protocollato stamattina una richiesta di convocazione congiunta , con carattere d’urgenza delle Commissioni Consiliari Permanenti competenti in materia, che accende i riflettori sulla seduta consiliare del prossimo 6 maggio. Al centro della contesa: la revisione del Regolamento sul Trasferimento di Cubatura e delocalizzazione delle volumetrie, un atto che rischia di incrociarsi pericolosamente con il già spinoso “caso Merendino”.
I consiglieri Renato Carlo Mangano, Sandro Gazia, Teodolinda Liotta e Giuseppe Truglio denunciano un’impasse istituzionale preoccupante. La I e la III Commissione infatti, chiamate a esaminare il delicato schema del Regolamento Trasferimento Cubatura, non hanno potuto svolgere l’istruttoria a causa della sistematica mancanza del numero legale. Un vuoto che preoccupa, specialmente dopo la nota di Legambiente Nebrodi che ha segnalato criticità strutturali nel testo: il rischio è una saturazione edilizia senza precedenti, con una densità abitativa potenziale che supererebbe i 2.000 ab/km², ben oltre i limiti di sicurezza e vivibilità urbana. Ma l’aspetto più critico riguarda l’impatto economico. La società Agatirno Srl, aggiudicataria dell’ex istituto “Merendino”, ha formalizzato il recesso invocando la nullità della procedura e richiedendo il versamento del doppio della caparra confirmatoria: ben 251.610,00 euro. Quindi, secondo “CambiAmo Capo”, votare ora il nuovo Regolamento Trasferimento Cubatura – che introdurrebbe restrizioni edificatorie proprio nel Centro Urbano – significherebbe “cambiare le regole a partita iniziata”, fornendo al privato l’arma legale definitiva sia per confermare l’inadempimento del Comune che per vincere la causa risarcitoria.
L’opposizione parla di una scelta “amministrativamente incosciente”. Nell’istanza inviata al Prefetto di Messina e al Collegio dei Revisori, viene chiaramente evidenziato che i Consiglieri che voteranno l’atto, essendo a conoscenza del recesso di Agatirno, potrebbero rispondere col proprio patrimonio personale dinanzi alla Corte dei Conti per il danno arrecato alle casse comunali. In quest’ottica va letta la richiesta dei 4 consiglieri di CambiAmo Capo che propongono di fermarsi per consentire l’avvio di un più razionale confronto.
I consiglieri di opposizione chiedono dunque ai Presidenti della prima e della terza Commissione una convocazione immediata per:
● Acquisire pareri scritti dai responsabili di Area sulla compatibilità tra il nuovo regolamento e l’affare Merendino;
● Ascoltare gli esperti di Legambiente;
● Rinviare il punto in Consiglio per evitare un salto nel buio finanziario.
In un momento di fragilità per l’area Lavori Pubblici, ancora priva di una guida apicale stabile, “CambiAmo Capo” esorta la politica paladina a fermarsi: il futuro urbanistico e la tenuta economica del paese sono a un bivio decisivo.
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