È incredibile come una giornata di solitudine si possa trasformare in maniera inaspettata in qualcosa di meraviglioso. È indubbio che la compagnia delle persone giuste ti può far trascorrere dei momenti in armonia. La cosa che mi continua a sorprendere, è la continua scoperta di sensazioni nuove e di limiti superabili. Mi vergogno un po’ a dirlo, ma la prima persona che vedeva la disabilità come un ostacolo ero proprio io, ma giornate come quella trascorsa al lago Maullazzo mi fanno capire che in realtà la disabilità non è un limite, ma lo sono i nostri pregiudizi. Godere in maniera diversa la natura, sentire degli odori nuovi a cui prima non facevi neanche caso, ascoltare con rapimento i suoni che ti circondano e le parole di chi ti guida mentre ti descrive il panorama che è attorno a te, tutte queste cose ti fanno capire che ci sono ancora tante emozioni da scoprire, grazie anche ad un’immaginazione galoppante che ti proietta in un mondo totalmente nuovo. Avete mai provato a camminare sul ghiaccio ad occhi bendati? E sentirlo scricchiolare sotto i vostri piedi? Ricordate quelle scene dei film dove le persone cadevano alla rottura del ghiaccio della superficie di un lago congelato? Un brivido che parte lungo la schiena e un po’ di incoscienza per il percorso che si deve seguire senza conoscerne bene la meta, ti fa crescere l’adrenalina così rapidamente da farti vivere tutto in maniera molto eccitante. Dal mio punto di vista possiamo avere una visione del mondo tutta personale, quasi unica, perché in maniera speciale, vediamo quello che altri non vedono e percepiamo quello che altri non possono. Possiamo sentire e toccare con una sensibilità diversa quello che ci circonda e apprezzare in modo più profondo quello che tutti danno per scontato. Per riprendere un concetto di Immanuel Kant, noi potremmo essere noumeno di noi stessi cercando di conoscere la vera sostanza delle cose e non per come esse appaiono, e quindi non basandoci solo sulla conoscenza visiva, ma su una nostra conoscenza sensibile.