Capo d’Orlando(Me) Amministrative ’21. Una poltrona per quattro

Tre le liste sicure, una in forse.

Archiviata la ritirata di Alessio Micale, consigliere uscente con 10 anni di politica attiva dai banchi dell’opposizione si guarda ai candidati a sindaco che il 10 e 11 ottobre si proporranno per governare Capo d’Orlando nei prossimi 5 anni. Stamattina sono state depositate negli uffici comunali le prime 2 liste, quella di Ingrillì e quella di Giuffrè.

In vantaggio il candidato che si propone per la seconda volta. In attesa di conoscere con esattezza i componenti della sua lista, non sbaglieremo nel dire che sono stati selezionati all’interno delle 5 liste a suo supporto nel 2016, con qualche new entry. Mentre l’assessora Buzzanca aveva partecipato alla passata competizione, l’assessore Cirilla si presente per la prima volta all’ “esame” con gli elettori. Il motto è “esserci”, non più “ci credo”, e ben poco cambia il senso della proposta Ingrillì. In fondo se continuano a riproporsi, ad esserci e a crederci, vuol dire che i cittadini sono soddisfatti della conduzione della città e i consensi che otterranno – pochi o molti che siano – segnano comunque una vittoria se anche solo in 1000 li votassero.

Il candidato Giuffrè, invece, era in grande vantaggio per la vicinanza ai cittadini delle contrade, ora forse, con l’appartenenza partitica un po’ meno. Il movimento civico che da 3 anni denuncia disservizi e deficienze, ed è manifestamente contro la partitocrazia e l’ingerenza dei sistemi della vecchia politica, ha deciso di fare “la rivoluzione” insieme all’UDC. Sulle scelte dei candidati a sindaco sarà dei cittadini-elettori l’ultima parola. Il dubbio lecito è dato dal pensare che se anche 1000 votanti esprimessero preferenza verso questa lista sarebbe una magra vittoria perchè tanti di più sarebbero potuti essere senza un simbolo di partito come vessillo. La gente è stufa dei partiti? Si vedrà!

Dall’opposizione si sta facendo strada la lista del candidato a sindaco Renato Mangano. Poco più di due anni in consiglio e “tanta rivoluzione”. Questa volta non con i partiti ma con conferenze stampa e  numeri alla mano. Due anni di atti ispettive e denunce.  Insieme agli altri 3 consiglieri (Gazia, Liotta e Scafidi), dove Mangano non ha fatto altro che il proprio dovere da consigliere di opposizione. Non è dato sapere se il lavoro  svolto  sia stato compreso dai cittadini ma se così non fosse sarà provato dalle preferenze raccolte giorno 10 e l’11 ottobre.

C’è un quarto candidato a sindaco. Forse l’avv. Decimo Lo Presti? Di lui potremo scrivere quando conosceremo i nominativi dei 16 della lista a suo supporto.

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